Il teleriscaldamento

Alperia Ecoplus è la controllata di Alperia che fornisce il teleriscaldamento in Alto Adige. Opera con cinque impianti – Bolzano, Merano, Sesto, Chiusa e Lazfons – e conta 2.335 scambiatori che servono migliaia di famiglie altoatesine (di cui 291 a Bolzano).

Il teleriscaldamento è un sistema a distanza che trasporta il calore generato da grandi centrali di cogenerazione alle singole abitazioni, andando a sostituire le piccole caldaie alimentate a gas e a gasolio, poco stabili, poco sicure e non sostenibili. Il calore parte dalla centrale di produzione e arriva direttamente nelle abitazioni attraverso una rete sotterranea di condutture, generando un risparmio di diverse migliaia di tonnellate sulle emissioni di CO2 generate.
Per produrre energia termica, Alperia utilizza sia biomassa (per il 60% locale) che gas naturale, ma anche il calore di scarto dei processi industriali e il calore del termovalorizzatore dei rifiuti urbani di Bolzano. Per i picchi di richiesta o in caso di guasti alla caldaia a biomassa, le centrali di teleriscaldamento dispongono anche di caldaie a gas e a gasolio. In tre impianti sono installati anche cogeneratori (impianti che producono contemporaneamente energia elettrica e calore e che quindi garantiscono altissimi livelli di efficienza energetica) che funzionano a gas naturale.
La rete si espande di anno in anno.

A Bolzano, dove è previsto un maxipiano da 70 milioni di euro, è presente una rete di 26 chilometri, a cui si aggiungono 5 chilometri di tubature per gli allacciamenti dei condomini. Sono già coperte via Resia, via Druso, gran parte della zona industriale e l’Ospedale, allacciato nel 2019. Alperia Ecoplus fornisce energia per 100 MW che entro il 2025 sarà raddoppiata. I prossimi interventi interesseranno corso Italia, corso Libertà fino a piazza Gries, dove saranno allacciati sia il Gries Village, il nuovo quartiere realizzato dalla Signa Holding, sia l’abbazia e il convento Muri Gries. Anche il Walther-park, il centro commerciale che sta sorgendo in via Alto Adige, sarà riscaldato con l’acqua riscaldata dall’inceneritore di Bolzano, mentre in estate sarà raffrescato attraverso le acque dell’Isarco. L’acqua entrerà a 12 °C e uscirà a 12,5 °C, senza conseguenze negative sul fiume, ma con un notevole risparmio sull’aria condizionata. Attualmente, i condomini allacciati in città sono 262, altri 250 saranno collegati alla rete da qui al 2025. I tecnici di Ecoplus insieme a quelli di ASS, partecipano anche alle riunioni di condominio per spiegare la tecnologia, chiarendo quali sono i risparmi in termini di tariffe e manutenzione, oltre che di natura ambientale, visto che il teleriscaldamento funziona con il calore prodotto dall’inceneritore. Quando il piano di investimenti su Bolzano sarà terminato, si risparmieranno circa 7,5 milioni di metri cubi di gas all’anno, evitando 15 mila tonnellate di CO2e. Quasi come se in città apparisse un bosco virtuale di duemila ettari. Nella primavera del 2021, arriverà a conclusione la realizzazione del nuovo impianto cogenerativo che Alperia Ecoplus sta realizzando per Infranet: un impianto da 140 kW che fornirà energia elettrica e calore. Entro il 2023, invece, sarà realizzata una centrale di tri-generazione (energia elettrica, calore e frigo) per attrezzarsi in caso di guasti all’inceneritore.

A Merano, Alperia fornisce con il teleriscaldamento 491 sottostazioni, dando calore green a più di 5.660 famiglie e a circa 420 ulteriori utenze tra aziende, scuole e uffici. Qui è stato installato un serbatoio di accumulo a cambio fase che è attualmente in fase di test. Il serbatoio è il risultato di uno dei progetti di innovazione di Alperia Startup Factory. Attualmente, il sistema del teleriscaldamento consente di evitare ogni anno l’emissione di 8.000 tonnellate di CO2 e pari indicativamente all’assorbimento di CO2 di un bosco di 5 chilometri quadrati, corrispondente a un quinto della superficie del comune di Merano. Sempre a Merano, nell’estate del 2021 sarà terminato l’impianto per la biomassa: un impianto termico che permetterà non solo di favorire il passaggio dal gas alla biomassa, ma anche di continuare l’ampliamento della rete del teleriscaldamento. L’obiettivo è quello di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 da riscaldamento, già per l’inverno 2021. La nuova centrale sarà in grado di produrre 27.000 MWh di energia termica all’anno, equivalente al calore richiesto per riscaldare circa 2.500 appartamenti da 100 m2 in classe energetica tradizionale. La centrale produrrà un totale di emissioni di polveri paragonabile a quello generato da non più di cinquanta caminetti domestici tradizionali. La biomassa utilizzata sarà controllata e, come per gli altri impianti, sarà utilizzata prioritariamente biomassa vergine locale o comunque arrivata da massimo 250 chilometri di distanza.

Anche a Chiusa e Lazfons sono proseguiti gli allacciamenti. A Chiusa sarà istallato anche un cogeneratore per l’autoconsumo, mentre a Sesto è in fase di studio avanzato l’installazione di un secondo elettrofiltro che consentirà di gestire le due caldaie a biomassa in modo completamente separato, aumentando l’efficienza. In passato, durante le manutenzioni, era necessario spegnere la generazione di calore da biomassa ricorrendo a una caldaia a gasolio con consumi molto alti. Ora, tutto questo sarà evitato.
Inoltre, per garantire una combustione ottimale, l’impianto è dotato di una regolazione a sonda lambda. In questo modo si vanno a ridurre le emissioni causate da combustione incompleta. Inoltre, per tutti gli impianti è stato certificato il fattore di conversione ed è in programma il calcolo della CO2e emessa per la compensazione delle emissioni operative con il green gas.
L’obiettivo è arrivare a circa 100 MW di nuova potenza termica allacciata alla rete di teleriscaldamento di Alperia entro il 2024, così come previsto dal nuovo Piano industriale.
Si ricorda inoltre che per ridurre l’impatto ambientale, le centrali del teleriscaldamento sono state costruite in maniera diversa a seconda del territorio in cui sono ubicate. Nel capoluogo altoatesino, sia per contribuire alla valorizzazione architettonica della città, sia per minimizzare l’impatto visivo, Alperia S.p.A., in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bolzano, ha indetto un concorso di idee per realizzare il mascheramento esterno del serbatoio di accumulo termico. A Chiusa, la centrale di teleriscaldamento ha la forma di una grande ala che si erge dalla terra. Nel caso di Sesto, vista la vicinanza con il Parco Naturale, la struttura è stata realizzata completamente in legno. A Merano, la geometria della cubatura è stata scelta per integrarsi nel paesaggio circostante e sfruttare al meglio l’inclinazione per l’installazione di un impianto fotovoltaico. In particolare, nella centrale di Bosin spicca la finitura in Corten e una copertura verde, oltre a numerose parti esterne adibite a verde con piantumazione di alberi di varie specie.
Infine, per offrire un servizio sempre più efficiente, Alperia Ecoplus nel 2020 si è dotata di un numero verde per il pronto intervento. Il sistema integrato di Alperia Ecoplus è certificato secondo le norme: UNI ISO 9001:2015, UNI ISO 14001:2015 e UNI ISO 45001:2018 e dispone di dichiarazione EMAS.

Biomassa

I boschi italiani ed europei negli ultimi anni sono notevolmente aumentati, passando dai 5 milioni di ettari degli anni cinquanta ai 10,8 milioni di oggi, pari al 34% della superficie nazionale. La produzione di energia termica da biomasse in Italia infatti è la prima fonte rinnovabile, superiore a quelle eolica, geotermica, biogas e solare, con una produzione di 7 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio) utilizzate soprattutto nel riscaldamento domestico, contro i milioni del fotovoltaico. Nonostante questo, però, l’Italia trasforma appena il 30% degli accrescimenti delle foreste, ovvero del loro incremento nel tempo, contro una media europea del 50% e contro l’oltre 60% utilizzato da Germania e Francia.20

Il sistema di teleriscaldamento di Bolzano in dettaglio

Dai rifiuti nasce il calore Il vapore prodotto dalla combustione nel termovalorizzatore di Bolzano aziona una turbina per la produzione di energia elettrica. Il calore residuo  viene utilizzato dalla centrale di teleriscaldamento di Alperia, rispondendo alle esigenze dei cittadini. Oltre al calore proveniente dal termovalorizzatore, Alperia dispone di un serbatoio di accumulo di calore e di caldaie e cogeneratori di riserva che consentono di fare fronte ai momenti di picco della richiesta. Dalla centrale, il calore, sotto forma di acqua calda, viene immesso nella rete di teleriscaldamento  costituita da un circuito chiuso di tubazioni sotterranee. L’acqua riscaldata scorre nella rete di teleriscaldamento per arrivare nelle singole case. Qui, grazie a uno scambiatore di calore  l’energia viene utilizzata per riscaldare l’acqua sanitaria delle abitazioni e degli impianti di riscaldamento. Il tutto, senza il passaggio di acqua. Dopo aver ceduto il calore, l’acqua attraverso la rete di teleriscaldamento torna infatti alla centrale per essere nuovamente scaldata e riprendere il suo giro. Oltre a riscaldare le abitazioni private, l’impianto di teleriscaldamento provvede al fabbisogno di energia di molti edifici pubblici della città, tra cui l’Ospedale

Dai rifiuti nasce il calore. (1) Il vapore prodotto dalla combustione nel termovalorizzatore di Bolzano aziona una turbina (2) per la produzione di energia elettrica. Il calore residuo (3) viene utilizzato dalla centrale di teleriscaldamento di Alperia, rispondendo alle esigenze delle/dei cittadine/i. Oltre al calore proveniente dal termovalorizzatore, Alperia dispone di un serbatoio di accumulo di calore (4) e di caldaie e cogeneratori di riserva (5) che consentono di fare fronte ai momenti di picco della richiesta. Dalla centrale, il calore, sotto forma di acqua calda, viene immesso nella rete di teleriscaldamento (6) costituita da un circuito chiuso di tubazioni sotterranee. L’acqua riscaldata scorre nella rete di teleriscaldamento per arrivare nelle singole case. Qui, grazie a uno scambiatore di calore (7), l’energia viene utilizzata per riscaldare l’acqua sanitaria delle abitazioni e degli impianti di riscaldamento. Il tutto, senza il passaggio di acqua. Dopo aver ceduto il calore, l’acqua attraverso la rete di teleriscaldamento torna infatti alla centrale (8) per essere nuovamente scaldata e riprendere il suo giro. Oltre a riscaldare le abitazioni private, l’impianto di teleriscaldamento provvede al fabbisogno di energia di molti edifici pubblici della città, tra cui l’Ospedale di Bolzano (9).

Dai rifiuti nasce il calore Il vapore prodotto dalla combustione nel termovalorizzatore di Bolzano aziona una turbina per la produzione di energia elettrica. Il calore residuo viene utilizzato dalla centrale di teleriscaldamento di Alperia, rispondendo alle esigenze dei cittadini. Oltre al calore proveniente dal termovalorizzatore, Alperia dispone di un serbatoio di accumulo di calore e di caldaie e cogeneratori di riserva che consentono di fare fronte ai momenti di picco della richiesta. Dalla centrale, il calore, sotto forma di acqua calda, viene immesso nella rete di teleriscaldamento costituita da un circuito chiuso di tubazioni sotterranee. L’acqua riscaldata scorre nella rete di teleriscaldamento per arrivare nelle singole case. Qui, grazie a uno scambiatore di calore l’energia viene utilizzata per riscaldare l’acqua sanitaria delle abitazioni e degli impianti di riscaldamento. Il tutto, senza il passaggio di acqua. Dopo aver ceduto il calore, l’acqua attraverso la rete di teleriscaldamento torna infatti alla centrale per essere nuovamente scaldata e riprendere il suo giro. Oltre a riscaldare le abitazioni private, l’impianto di teleriscaldamento provvede al fabbisogno di energia di molti edifici pubblici della città, tra cui l’Ospedale

Obiettivo strategico: Vogliamo garantire un approvvigionamento dell’energia sicuro ed efficiente.

Obiettivi operativiMisure attuate nel 2020Misure programmateTermini (nuovi)KPIValore obiettivoValore anno 2020Status
Investimenti per 400 milioni di euro in cinque anni nel core business* Investimenti per migliorare le prestazioni degli impianti in funzione di disponibilità, affidabilità ed efficienza* Investimenti in misure a miglioramento delle prestazioni degli impianti in termini di disponibilità, affidabilità ed efficienza.2017-2021Investimenti (EUR)400 mln125,2 mlnIn corso
Investimenti per 400 milioni di euro in cinque anni nel core business* Centralina TEL; attività posticipata negli anni 2021-2022* Costruzione di una mini-centrale idroelettrica per l'utilizzo del deflusso minimo vitale a Tel e per potenziare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili2018-2021--In corso
Aumentare l’indice di disponibilità impianti idroelettrici a 88%* Programmare e pianificare le misure di manutenzione, per rendere i nostri impianti più sicuri, con attenzione a mantenere l’equilibrio tra gli impatti ambientali e l’ottimizzazione della produzione2024Indice di disponibilità impianti idroelettrici (%)8888,88inserire img spunta
Ampliamento della rete di teleriscaldamento a Bolzano* Espansione degli allacciamenti e della rete a Bolzano* Proseguimento dell'ampiamento della rete estesa su Bolzanoinserire img spuntaNumero di scambiatori291 (Bolzano) /2.300 (Alto Adige)inserire img spunta
~100MW nuova potenza termica allacciata alla nostra rete di teleriscaldamento2020-2024Potenza allacciata [incremento 2020-2024] (MW)100In corso
Riduzione della durata delle interruzioni stesseAnnualeSAIDI (minuti)29,82inserire img croce
Riduzione della durata delle interruzioni stesse* Miglioramento della qualità del servizio e modernizzazione delle infrastrutture per il miglioramento della stabilità della rete* Miglioramento della qualità del servizio e modernizzazione delle infrastrutture di rete per il miglioramento della stabilitàAnnualeAlta Concentrazione SAIDI (minuti)2811,29
Riduzione della durata delle interruzioni stesse* Telecomandate n. 113 cabine secondarie e n. 2 sezionatori su un palo già in servizio, o di nuova costruzione (dati al 9 dicembre 2020)* Preparazione al piano annuale delle cabine secondarie e dei sezionatori da telecomandare nel 2021AnnualeMedia Concentrazione SAIDI (minuti)
Riduzione della durata delle interruzioni stesse* Passaggio graduale dell’esercizio della rete da neutro isolato a neutro compensato tramite bobina di PetersenAnnualeBassa Concentrazione SAIDI (minuti)6847,44
Riduzione delle interruzioni di correnteAnnualeSAIFI (numero interruzione per utente)1,91inserire img croce
Riduzione delle interruzioni di corrente* Le quattro Zone hanno i dettagli di tutte le ispezioni e taglio piante fatte sulla rete di distribuzione nel 2020* Programma di ispezione e taglio piante linee aereeAnnualeAlta Concentrazione SAIFI (numero interruzione per utente)1,20,76
Riduzione delle interruzioni di corrente* Le quattro Zone hanno i dettagli di tutte gli interventi fatti sulla rete di distribuzione di media tensione nel 2020* Sostituzione di tratti di linee aeree con cavi interrati e realizzazione nuovi collegamenti AT e MTAnnualeMedia Concentrazione SAIFI (numero interruzione per utente)2,251,47
Riduzione delle interruzioni di corrente* Studio della rete di distribuzione MT per l’estensione dell’automazione FNC sulle CP dove è stata messa in servizio la bobina di Petersen* Estensione automazione FNC sulle linee MT; montaggio in varie cabine secondarie di celle con interruttore DY 800 asservito da protezioneAnnualeBassa Concentrazione SAIFI I (numero interruzione per utente)4,33,21


20 Il Sole 24 Ore (7 novembre 2020), “Biomasse forestali, frontiera da esplorare”.