Acqua

{ GRI ALP6, ALP7, 303-2 }

La nostra fonte primaria di energia green

Alperia Greenpower gestisce la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile con 34 centrali idroelettriche che sono soggette a direzione e coordinamento e 5 che sono partecipate, 13 grandi dighe e 16 opere minori. Gli impianti idroelettrici sono dislocati sul territorio altoatesino, lungo le direttrici dei corsi d’acqua principali, che attraversano una zona in cui lo stress idrico è nel range del 10-20%. Ciascun ambito è caratterizzato da un complesso reticolo idrografico superficiale originato da molteplici bacini imbriferi tra loro intersecati. Ogni anno, vengono prodotti circa 4.000 GWh di energia: un’energia pulita e sostenibile ma che a suo modo genera un impatto sull’ambiente. Per questo, Alperia si impegna per gestire al meglio le opere di sbarramento e i serbatoi, per regolare il volume dell’acqua che fluisce a valle nelle piene attraverso le dighe, garantendo la disponibilità della risorsa idrica per altri utilizzi nei periodi di siccità, per costruire scale di risalita per i pesci alle opere di presa e per effettuare interventi di consolidamento dei popolamenti ittici, mitigando l’impatto delle opere di derivazione degli impianti. Inoltre, attraverso i fondi di compensazione, in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano, con i Comuni rivieraschi e con le Associazioni di Pesca, Alperia sviluppa numerosi provvedimenti di miglioramento dei corsi d’acqua, con consolidamento dei popolamenti ittici, realizzazione di scale di risalita alle opere di presa e interventi di conservazione e miglioramento del paesaggio.
Per pianificare le azioni necessarie ad assicurare una corretta gestione dell’ambiente nelle varie fasi della produzione, Alperia Greenpower ha adottato un Sistema di Gestione Integrato conforme a quello del Gruppo. Ha così individuato i rischi ambientali connessi alla propria attività innescando misure correttive e/o preventive.

Gestione sostenibile della risorsa idrica

I nostri progetti a sostegno del territorio

Alperia si confronta costantemente con gli uffici provinciali preposti alla tutela dell’ambiente acquatico e dei pesci. Sta inoltre consolidando diversi accordi, come la convenzione sottoscritta con il Consorzio di Bonifica Val Venosta per garantire la quantità d’acqua necessaria alla protezione dei frutteti dalle gelate notturne nel periodo della fioritura primaverile, identificando forme e modalità più efficienti di approvvigionamento e prevedendo un aumento delle quantità di acqua da mettere a disposizione. Alperia mette a disposizione circa 20.000 l/s nelle notti in cui vi è il rischio concreto di gelate notturne (in media 7-8 nottate/anno). Questo è possibile in virtù dei volumi immagazzinati nei bacini artificiali di Resia e Gioveretto, così come in quelli della Val d’Ultimo e della Val Senales, e avviene a titolo gratuito. L’acqua viene scaricata per un’intera nottata, rinunciando a possibili margini di guadagno da parte dell’azienda con l’obiettivo di garantire un uso plurimo dell’acqua a favore dell’economia agricola del territorio. Si tratta di esempi che dimostrano l’impegno di Alperia nel promuovere un uso consapevole della risorsa idrica, anche attraverso la collaborazione e il dialogo tra le/gli stakeholder (istituzioni pubbliche, consorzi, associazioni di categoria). Sia in ambito di prelievi che scarichi idrici, Alperia agisce in linea con le norme vigenti. Alperia è infatti ben consapevole di quanto sia importante attivare una corretta gestione dell’acqua, definendo criteri precisi per identificare eventuali stati di criticità legati ai rischi climatici. Un tema, questo, che sarà sempre più importante in futuro e che è strettamente correlato con lo stress idrico che in Alto Adige è nel range del 10-20%.

A questo proposito, nel 2020 è proseguito anche il progetto Smart Land con cui Alperia ha installato sensori di umidità nei campi di sessanta frutticoltori e viticoltori altoatesini. Tali sensori registrano i dati rilevanti per il processo di irrigazione, dando agli agricoltori una raccolta in tempo reale di quanto misurato. Secondo i dati rilevati, è possibile generare un risparmio idrico tra il 50% e l’80%. Il progetto viene sviluppato con il Centro di Sperimentazione Laimburg e il Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura.

Infine, con Alperia Bartucci abbiamo sviluppato un progetto di ottimizzazione della rete idrica dell’acquedotto di Trento gestito dalla società Novareti. Alperia Bartucci ha progettato e realizzato un algoritmo avanzato basato su modelli predittivi, che consente di ottimizzare i pompaggi dell’acqua dai pozzi ai serbatoi e di minimizzare la pressione di rete, garantendo una gestione più efficiente, con minori perdite e minori sprechi di risorsa. L’implementazione del progetto con la formula dell’Energy Performance Contract (EPC) Saving Sharings, ha consentito a Novareti di misurare e condividere i benefici effettivamente realizzati dall’intervento. Tutto ciò permette non solo di utilizzare in maniera sostenibile la risorsa idrica, ma anche di generare benefici economici in termini di kWh elettrici all’anno risparmiati. Nello specifico, in termini energetici, il risparmio generato dal progetto è pari a 240.000 kWh/anno (45 tep/anno, 74 tonnellate CO2e/anno) e in termini di risparmio di perdite d’acqua di 680.000 m3/anno. A livello economico, il risparmio generato, considerando l’ottimizzazione del pompaggio, la riduzione delle perdite e la riduzione dei guasti, è di circa 75.000 euro/anno. Il progetto è partito nella primavera del 2019, a seguito di alcuni interventi strutturali sulle opere civili sostenuti da Novareti nell’anno precedente, e sarà monitorato da Alperia Bartucci per tutta la durata del contratto EPC (cinque anni).

Tutela della biodiversità

Riduciamo l’impatto dell’idroelettrico

I fiumi sono una fonte primaria di biodiversità e rappresentano una parte importante del nostro ricco patrimonio naturale. Un habitat prezioso che l’attività idroelettrica potrebbe andare ad alterare. Gli effetti possono verificarsi in qualunque fase del ciclo di vita di una centrale idroelettrica: dalla sua costruzione alla ristrutturazione, dalla gestione quotidiana allo smantellamento. Per questo, Alperia adotta misure di mitigazione e di compensazione volte a tutelare la vulnerabilità delle specie e degli habitat interessati dalle sue attività. Le centrali idroelettriche con le loro dighe possono, ad esempio, turbare o impedire la distribuzione e la migrazione dei pesci. La presenza di queste barriere ha effetti significativi sulla sopravvivenza di molte popolazioni ittiche. Anche i sedimenti, che solitamente sono considerati un elemento naturale degli ecosistemi acquatici, essenziali per il loro funzionamento idrologico, geomorfologico ed ecologico, possono essere perturbati dalla presenza di briglie o dighe. In condizioni naturali, infatti, si verifica un costante trasporto verso il mare dei sedimenti mentre la presenza di serbatoi di grandi dimensioni ne condiziona il loro movimento naturale. Anche i lavori di manutenzione che comportano lo scarico periodico di sedimenti, se non gestiti correttamente, possono nuocere agli habitat e alle specie. Ancora: un altro problema può essere rappresentato dalle oscillazioni di portata causate dagli impianti idroelettrici che possono provocare danni sia alle specie che ai loro habitat, specialmente nei fiumi di piccole dimensioni. Le fluttuazioni di portata sottopongono a stress soprattutto gli organismi che non sono in grado di affrontare variazioni repentine dei livelli dell'acqua, come gli avannotti, ad esempio. Rispetto a tutte queste eventualità, Alperia non solo adotta comportamenti preventivi e rispetta quanto previsto dalle normative di settore, ma investe anche in innovazione tecnologica, al fine di trovare le migliori soluzioni per tutelare la biodiversità e agire responsabilmente sul territorio. Vogliamo infatti ridurre al minimo l'impatto delle centrali idroelettriche sulla natura e sull'ambiente e proteggere attivamente la diversità biologica dei corsi d’acqua. Per questo, effettua attività di rinaturalizzazione e di ripristino del paesaggio originario negli impianti dismessi. Nel 2020, in particolare, sono state demolite le prese sussidiarie di Rio Bremè (collegata all’impianto di Ponte Gardena) e di Rio Valles (impianto di Bressanone) ed è stata demolita l’opera di presa San Giovanni (impianto di Lasa). Sono invece state rinviate al 2021 le rimozioni delle opere di presa di Foltin (collegata all’impianto di Lasa) e di Rio Fonderia (impianto di Santa Valburga).

Deflusso minimo vitale

Per Deflusso minimo vitale (DMV) si intende la quantità di acqua che deve essere presente a valle di una captazione idrica al fine di garantire la funzionalità e la qualità degli ecosistemi interessati. Il DMV può essere considerato come la portata residua che permette a breve e a lungo termine la salvaguardia della biocenosi naturale del corso d’acqua. Durante gli eventi di piena e quando le portate naturali sono elevate, gli impianti derivano, in virtù del loro dimensionamento, fino alla massima portata consentita dai decreti di concessione, mentre nei periodi di magra, in alcuni tratti degli alvei, si può verificare una riduzione significativa della portata. Nella Provincia Autonoma di Bolzano il rilascio del DMV da una derivazione idroelettrica è regolato dal nuovo Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche (PGUAP). Nel 2020 il DMV (l/sec) è stato di 38.919.
Nel corso dell’anno, è stato completato il monitoraggio per la definizione del DMV di tre impianti per i quali era stata prevista una sperimentazione provinciale: Ponte Gardena, Santa Valburga e Bressanone. Tale processo è durato circa otto anni. L’obiettivo della sperimentazione era quello di rilasciare una quantità di acqua ritenuta ottimale a livello ecologico, garantendo un buono stato del corso d’acqua a valle della derivazione. La sperimentazione si è conclusa nel 2020.
Nel corso del 2020 Alperia ha subito una contestazione di mancato rispetto del rilascio DMV (vd. box precedente).

Deflusso minimo vitale dell'acqua

 deflusso minimo vitale dell'acqua

Le scale per i pesci

Le opere di presa degli impianti idroelettrici possono costituire una barriera per la migrazione dei pesci rappresentando un problema ambientale. Per questo, Alperia si è impegnata nella costruzione di alcuni passaggi artificiali, le cosiddette scale per i pesci. Nel corso del 2020, abbiamo completato la progettazione esecutiva della scala per i pesci di Castelbello alla traversa di Lasa, con l’avvio della gara di appalto. I lavori inizieranno nella primavera del 2021. La scala per i pesci è stata progettata dal reparto Ingegneria di Alperia sul modello di quanto fatto nel 2018 con la realizzazione della scala per i pesci di Sarentino. Quella di Lasa sarà una scala per i pesci più grande, in quanto nel tratto in cui sarà posizionata transitano molti più pesci e le oscillazioni di portata sono particolarmente forti e non sempre costanti. Per questo, è stato studiato un sistema di vasche con delle paratoie che si regolano in base al livello dell’acqua.

La scala per i pesci realizzata per la traversa di Corvara presso l’impianto di Sarentino, invece, è stata monitorata nel corso del 2020 con ottimi risultati. La scala, realizzata in accordo con l’Ufficio Caccia e Pesca e l’Ufficio Tutela della Provincia nell’ambito dei Piani ambientali, ha diviso uniformemente in sedici piccole vasche il salto causato dallo sbarramento, permettendo ai pesci e alle altre specie acquatiche di superare facilmente il dislivello. Sono entrambi progetti importanti, che dimostrano l’impegno ecologico di Alperia per tutelare le specie acquatiche.

Nel corso del 2020 abbiamo portato avanti anche uno studio di fattibilità a Brunico, e nel 2021, oltre alla realizzazione della scala per i pesci di Lasa, installeremo un impianto “scaccia-pesci” presso la diga di Fontana Bianca a Santa Valburga. L’impianto sarà montato davanti all’opera di presa, così da evitare l’ingresso dei pesci nelle turbine. Si tratta di un progetto sperimentale che verrà realizzato con la collaborazione dell’Università di Innsbruck.

Infine, Alperia ha siglato alcuni accordi con le associazioni locali dei pescatori per i diritti di pesca. In particolare, con: l’Associazione Pescatori della Val Martello per la gestione dei diritti di pesca a Gioveretto e sul lago di Resia e l’Associazione Pescatori dell’Alta Pusteria. Ai pescatori di Bolzano, invece, è stata ceduta un’area in Val d’Ega presso la quale l’associazione realizzerà un nuovo impianto per l’allevamento delle trote marmorate.

Gestione dei sedimenti 

I corsi d’acqua montani esercitano una lenta ma continua azione di erosione sul terreno e sulle rocce. L’effetto di tale azione è influenzato dalla velocità, dalla portata dell’acqua e dalla natura chimico-fisica delle rocce e dei terreni lambiti.

Il materiale solido in sospensione (ghiaie e limi) che si deposita negli invasi, esercita un’azione di disturbo per le opere idrauliche e per gli organi di scarico profondi. È necessario quindi effettuare uno svaso periodico dei bacini sia per far fluitare a valle il materiale trattenuto, sia per mantenere nel tempo la capacità utile di invaso del bacino che tende a ridursi progressivamente a causa dei materiali trasportati dai corsi d’acqua. Con questo obiettivo, si può agire per asportazione meccanica e/o per fluitazione del materiale sedimentato sul fondo dei bacini attraverso l’apertura degli organi di scarico profondi presenti nelle dighe.

Attualmente il metodo considerato più sostenibile per la rimozione dei sedimenti accumulati è la fluitazione controllata: la torbidità dell’acqua durante tali operazioni è paragonabile a quella che si registra durante gli eventi di piena naturali. Il rilascio dagli sbarramenti di limi e sabbie favorisce la rigenerazione delle caratteristiche ottimali del letto del corso d’acqua. L’operazione viene eseguita secondo tecniche, condizioni e programmi temporali approvati e controllati dalle Autorità provinciali competenti. I rilasci dagli invasi artificiali di materiale sedimentato sono disciplinati a livello nazionale.23 La stessa norma nazionale è stata recepita dalle leggi della Provincia Autonoma di Bolzano,24 per cui è richiesta la stesura di un progetto di gestione dell’invaso approvato dalle Autorità competenti.

I fiumi Isarco e Rienza, ad esempio, nei periodi di piena sono caratterizzati da un elevato trasporto di solidi sospesi che si accumulano nei bacini artificiali di Rio Pusteria e Fortezza (impianto di Bressanone) di proprietà Alperia Greenpower. Le operazioni di svaso e spurgo di questi due bacini sono previste nel Disciplinare di Concessione e nel Foglio Condizioni di Esercizio e Manutenzione delle due dighe (redatto dal Registro Italiano Dighe) e avvengono ogni tre anni. Le relative modalità operative (valori massimi e medi consentiti di torbidità dell’acqua, durata delle operazioni, portate massime rilasciate a valle, etc.) sono state autorizzate dai competenti uffici della Provincia Autonoma di Bolzano (Ufficio Caccia e Pesca e Ufficio Tutela Acque) tramite il progetto di gestione invaso e sono gestite da Alperia Greenpower, seguendo un’apposita procedura operativa interna.

La quantità di sedimento defluito verso valle in occasione di ogni svaso varia in funzione del corso d’acqua, dell’andamento idrologico degli anni precedenti e dell’intervallo di tempo tra due svasi successivi. I fenomeni depressivi sulla microfauna bentonica che si generano nell’ambiente acquatico a causa delle operazioni di fluitazione controllata risultano temporanei: i rilievi effettuati sui fiumi Isarco e Rienza a seguito degli svasi dei bacini di Fortezza e Rio Pusteria dimostrano infatti che la precedente condizione di normalità si ripristina in tempi brevi (circa due o tre mesi). Inoltre, in alternativa al lavaggio dello spazio di stoccaggio che viene effettuato a Fortezza circa ogni quattro-cinque anni, come soluzione al problema dell’insabbiamento, nel 2020 Alperia Greenpower ha eseguito un dragaggio sperimentale. Il progetto pilota ha visto l’aspirazione dei sedimenti attraverso un dispositivo di pompaggio alimentato da una tubazione galleggiante e ha portato ad asportare circa 30.000 m³ di sedimento. La divisione Engineering & Consulting di Alperia ha analizzato il dragaggio in aspirazione effettuato in termini di compatibilità ecologica, prestazioni e costi, al fine di valutare se questo metodo di gestione dei sedimenti possa essere ecologicamente più sostenibile. L’operazione è stata ripetuta anche nei bacini di Curon e Colma con un esito positivo. Inoltre, sono in corso di realizzazione simulazioni numeriche della situazione di flusso nel giacimento come parte di una tesi di laurea presso l’Università di Monaco. Al termine delle operazioni, Alperia Greenpower ha presentato una relazione conclusiva con una valutazione in merito all’efficacia e alla sostenibilità di tale metodologia.
Si ricorda infine che tutte le azioni di gestione dei sedimenti svolte da Alperia Greenpower sono oggetto di valutazione EMAS, sono certificate ISO 14001 e vengono migliorate di anno in anno con sistemi di grigliatura sempre più efficienti. Alperia Greenpower, inoltre, è certificata secondo le norme ISO 9001 e ISO 45001; per l’adeguamento alla nuova ISO 14001:2015, ha introdotto un nuovo approccio di valutazione del rischio ambientale al fine di seguire la stessa logica del ERM (Enterprise Risk Management) aziendale e di tenere conto del contesto interno ed esterno.

Piani ambientali

Alperia, in accordo con le Autorità competenti, ha definito un piano di interventi di miglioramento e conservazione del paesaggio da 400 milioni di euro con durata trentennale. Questi Piani ambientali costituiscono un elemento fondamentale delle concessioni per le grandi centrali idroelettriche ottenute nel 2011. Anche per gli impianti, la cui concessione è scaduta e in attesa di rinnovo, vengono corrisposti fondi ambientali.
Le tipologie di misure per cui possono essere utilizzati i fondi di compensazione, definite nella Deliberazione della Giunta Provinciale nr 199/2017, sono:

  • misure a favore dell’ecosistema acquatico
  • misure per il miglioramento della sostenibilità ambientale e sociale dell’approvvigionamento energetico
  • misure a favore della natura, del paesaggio e dell’ecosistema
  • misure di prevenzione e di protezione dalle calamità naturali nonché di messa in sicurezza delle infrastrutture rurali
  • misure di prevenzione e di adattamento ai cambiamenti climatici
  • misure per il miglioramento dell’efficienza energetica
  • misure nell’ambito della tutela tecnica dell’ambiente
Finora, 43 Comuni rivieraschi hanno disposto dei finanziamenti ambientali portando a termine diversi progetti, tra cui:
  • miglioramento del sistema di depurazione delle acque reflue
  • ripristino o miglioramento di ambienti naturali
  • risparmio energetico
  • riduzione dell’inquinamento
  • conservazione del paesaggio alpino
Annualmente, il Gruppo Alperia mette a disposizione oltre 18 milioni di euro per l’attuazione di misure ambientali. Gli interventi vengono eseguiti dai Comuni rivieraschi, dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dal Concessionario stesso.
Oltre agli interventi già realizzati nei grandi impianti idroelettrici di Santa Valburga-Pracomune, San Pancrazio, Lana, Sarentino, Cardano, Ponte Gardena, Bressanone, Lappago, Molini di Tures, Brunico, Marlengo, Tel, Vizze, Glorenza, Castelbello, Lasa, San Floriano e Barbiano, nel 2020 Alperia Greenpower ha installato due nuovi sgrigliatori a Tel, sul fiume Adige, ha implementato delle opere di dragaggio dei sedimenti a Monguelfo e a Vizze e ha continuato a sostenere in maniera diretta e indiretta il ripopolamento delle specie ittiche. A questi si aggiungono i provvedimenti finalizzati a migliorare la compatibilità ecologica degli impianti di produzione idroelettrica, come la realizzazione di passaggi ittici o il monitoraggio ambientale dei tratti idrici per garantire e ottimizzare il deflusso minimo vitale.

Obiettivo strategico: Vogliamo ridurre al minimo l’impatto delle nostre centrali idroelettriche sulla natura e sull’ambiente e proteggere attivamente la diversità biologica dei corsi d’acqua.

Obiettivi operativiMisure attuate nel 2020Misure programmate nel 2020Termini (nuovi)KPIValore obiettivoValore
anno
2020
Status
Rispetto delle disposizioni di legge relative al Deflusso minimo vitale* Consegna della richiesta di completamento del monitoraggio per la definizione del DMV per tre impianti (Ponte Gardena, Santa Valburga, Bressanone)* Monitoraggio e manutenzione delle opere di presa degli impianti gestiti da AGPAnnualeCompliance con le disposizioni sul Deflusso minimo vitale100%100%inserire img spunta
Costruzione di scale per i pesci e misure di compensazione* Scala per i pesci alla traversa di Lasa: completamento della progettazione esecutiva e avvio della gara di appalto* Monitoraggio della funzionalità della scala per i pesci allestita alla traversa di Corvara (impianto di Sarentino)-inserire img spunta--inserire img spunta
Pilotare nuove tecnologie per ridurre l’impatto ambientale durante la gestione di sedimenti* Progetto sperimentale di dragaggio al Bacino di Fortezza e invio nelle opere di derivazione; durata circa due mesi con asporto di 30.000 m³ di sedimento* Relazione conclusiva e valutazioni circa efficacia e sostenibilità di tale metodologiainserire img spunta--inserire img spunta
Rinaturalizzazione e ripristino del paesaggio originario in impianti dismessi* Demolizione della presa sussidiaria Rio Bremè (impianto di Ponte Gardena)* Demolizione della presa sussidiaria Rio Valles (impianto di Bressanone)* Demolizione opera di presa San Giovanni (impianto di Lasa)* Rimozione opera di presa Foltin (impianto di Lasa)* Rimozione opera di presa Rio Fonderia (impianto di Santa Valburga)2021--inserire img spunta
Riduzione del pericolo di contaminazione da acqua riciclata derivata da raffreddamento a ciclo apertoinserire img spunta--inserire img spunta

Obiettivo strategico: Vogliamo promuovere l’uso efficiente e responsabile delle risorse idriche.

Obiettivi operativiMisure attuate nel 2020Misure programmate nel 2020Termini (nuovi)KPIValore obiettivoValore anno
2020
Status
Continuo dialogo con le parti interessate (ad esempio agricoltura, innevamento artificiale, pesca) per quanto riguarda l’utilizzo plurimo della risorsa acqua* Dialogo con le parti interessate (ad esempio agricoltura, innevamento artificiale, pesca) per quanto riguarda l’utilizzo plurimo della risorsa acqua* Dialogo con le parti interessate (ad esempio agricoltura, innevamento artificiale, pesca) per quanto riguarda l’utilizzo plurimo della “risorsa acqua”2023--In corso
Introdurre nuovi progetti e servizi che promuovano un uso responsabile della risorsa acqua* Causa Covid-19 il prodotto Tensiometro T360 non è stato commercializzato nel 2021* Commercializzazione del prodotto Tensiometro T360 nel 20212021 Numero sensori venduti - 0inserire img spunta
Introdurre nuovi progetti e servizi che promuovano un uso responsabile della risorsa acqua * Messa in servizio della parte Smart Water per il rilievo digitale del consumo di acqua. Installati tutti i sensori e collegati alla rete LoraWan* Messa in servizio del PLC che gestisce l’irrigazione delle aiuole con l’acqua piovanainserire img spunta  - inserire img spunta