Digitalizzazione

Interconnessi e vulnerabili

Si stima che entro il 2025 saranno connessi tra loro e su internet circa 75 miliardi di dispositivi, per un mercato di 11 trilioni di dollari. La vulnerabilità delle infrastrutture tecnologiche critiche è una crescente preoccupazione, accentuata proprio dal lockdown. Gli attacchi nei settori energetici, sanitari e dei trasporti sono diventati molto più comuni ed efferati. E l’Internet of Things (IoT) sta ulteriormente amplificando le potenzialità degli attacchi cibernetici. Si stima che in tutto il mondo vi siano già oltre 21 miliardi di dispositivi IoT (che potrebbero raddoppiare entro il 2025) e nel 2021 i danni della criminalità informatica potrebbero raggiungere i 6 trilioni di dollari. Una delle maggiori sfide nel contrasto alla cyber criminalità è rappresentata dall’adozione del 5G, su cui si fonda lo sviluppo del Cloud e dell’Intelligenza Artificiale. Un mercato in grado, secondo le stime, di generare redditi a livello globale per 225 miliardi di euro nel 2025, con 114 miliardi di euro di benefici concentrati in quattro settori (auto, sanità, trasporto ed energia). Non solo, guardando nello specifico all’Italia, il Rapporto Clusit 2020 – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – ha certificato come la pandemia abbia dato una spinta decisiva al cybercrime. Solo nei primi sei mesi del 2020 gli attacchi gravi sono cresciuti del 7%, il 14% è stato a tema Covid-19. Le tecniche più utilizzate hanno riguardato malware, phishing e social engineering. Gli attacchi alle infrastrutture critiche, nello specifico, sono cresciuti addirittura dell’85%. Tutto ciò fa sì che la sicurezza informatica sia ancora maggiormente prioritaria. Un obiettivo che richiederà: maggiori investimenti in ricerca e innovazione, creazione di infrastrutture moderne e affidabili e formazione delle/dei cittadine/i sull’uso consapevole dei sistemi informatici.